Tarantella

Tarantella, tarantella a sentilla quant'è bella.
Mò che è morto Celestini Ci ha lasciato roba e quatrìni.
Tutto ha lasciato alla povertà però nessuno ce lo vò da.

Cantavano così i bassanellesi all’inizio del secolo… il secolo scorso, quello appena passato, il ‘900, quello che tante speranze aveva suscitato e altrettante tragedie ha poi provocato, quello che ha prodotto così tanta storia da farci poi credere che la Storia stessa fosse finita, bruciata per sempre dentro ai suoi deliri, dentro alle sue illusioni, dentro ai sogni che diverse generazioni hanno sognato per sé stesse e per gli altri… il “sol dell’avvenire”, il progresso, … la felicità…
Però ci restano le storie di quegli uomini, dentro molte delle quali ancora stiamo, storie che ci riguardano, che ci toccano, che ci appartengono e che raccontano di un modo diverso di pensare il mondo… di intendere i rapporti tra le persone e un’idea diversa e forse più giusta di giustizia e di libertà…

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L'archivio della Federazione provinciale del Partito Comunista di Viterbo

Il ruolo che i partiti hanno svolto nella vita politica ed istituzionale dell'Italia contemporanea, induce ad affermare che difficilmente la nostra storia potrà essere ricostruita senza il supporto della documentazione che gli archivi storici degli stessi partiti possono offrire.
Archivi che le trasformazioni del mondo politico italiano degli ultimi decenni hanno esposto al rischio di distruzione e dispersione.
Grazie alla sensibilità dei suoi conservatori, la Fondazione Gualtiero Sarti, il fondo archivistico della federazione provinciale del PCI di Viterbo potrà essere presto consultabile, facendo rivivere grandi eventi politici e piccole storie, e proiettando la provincia di Viterbo in uno scenario nazionale dal dopoguerra alla dissoluzione di quel sogno di libertà e uguaglianza che aveva unito i "proletari di tutto il mondo".

Da alcuni anni, nell'ambito del recupero dei fondi archivistici dei partiti politici

La Casa dei diavoli rossi

12 novembre 2015 di Teresa Vergalli

Sono stata a Vasanello, simpatico comune del viterbese, terra di ulivi, nocciole,  vigneti e  castagne ed anche di un castello Orsini. C’era da festeggiare  l’ anniversario della fondazione della Casa del Popolo, in coincidenza con l’iniziativa “La notte rossa” partita dall’Emilia  su e giù per l’Italia.
Questa Casa del Popolo ha una storia notevole.  Tirata su tra il 1952 e il 1954 a forza di offerte e di lavoro volontario dei contadini e braccianti poveri della Federterra,  restaurata e rinnovata nel 1984 è anche un luogo  bello e insolito.   

Alle pareti principali fanno bella mostra due grandi affreschi di scene contadine

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