giulio francesconi LAratura 1954

La costruzione della Casa del popolo

di Romano Salvatori
Nel febbraio del 1952, quando la Lega dei Contadini presenta al Comune di Vasanello la richiesta di acquisto del terreno per costruire la sua sede, il Prefetto (raccogliendo le notizie dalla Questura di Viterbo e dalla Legione Territoriale Carabinieri Lazio) così relaziona sullo stato dell'ordine e dello spirito pubblico nella provincia di Viterbo al Ministero dell'Interno Direzione Generale della Pubblica Sicurezza: " Il partito comunista continua a dar segni di una certa vitalità, intensificando con particolare cura la propaganda specie fra il bracciantato agricolo e denigrando sistematicamente l'attività che in tutti i campi svolge il governo ". Continua nella stessa relazione "Nei primi del corrente mese si è verificato in Vasanello il cosiddetto sciopero alla rovescia da parte degli utenti di quella Università Agraria per dare lavoro ai disoccupati. Ma il vero scopo dell'agitazione era quello di ottenere l'elezione del consiglio di amministrazione dell'Università Agraria gestita da due anni da un commissario. La situazione è stata comunque sempre controllata e non ha dato luogo a seri incidenti. Nel corso delle agitazioni sono stati tenuti da parte dei soliti attivisti varie riunioni, assemblee ecc., nella casa comunale,mentre un pubblico comizio indetto in Vasanello dalla C.G.I.L., è stato vietato dalla locale Questura per motivi di ordine pubblico. In atto la situazione è tornata normale in seguito all'interessamento della prefettura per l'apertura di un cantiere di lavoro che dovrebbe assorbire almeno in parte la mano d'opera disoccupata "
Erano gli anni delle occupazioni delle terre che i braccianti chiedevamo per coltivarle, per poter vivere dignitosamente e dare un futuro a se stessi e ai propri figli. Le sentenze di condanna, per chi occupava le terre, colpivano povere persone che venivano difese dai partiti di sinistra. La Democrazia Cristiana tentava la carta della divisione dei braccianti, facendo apparire la distribuzione delle terre come un dono del suo Governo e non il risultato delle lotte contadine. Il Prefetto, invece nelle sue relazioni documenta, con disappunto, che questo tentativo di dividere laforza dei contadini, che sembrava in alcuni momenti avere la meglio (relazione del dicembre 1952), non si concretizza affatto. Ancora nell'aprile del 1953,commentando il risultato delle elezioni politiche, scrive al Ministero dell'Interno che "una sola considerazione mi preme far rilevare: la riforma agraria, che pure ha operato profondamente nella maremma con la legge stralcio, ha fallito politicamente; nella maggior parte dei comuni (Tarqunia, Montalto di Castro, Tuscania,Ischia di Castro, Monteromano) in cui i contadini hanno beneficiato di tale legge, il numero dei voti dati al P.C.I. non solo non è diminuito, ma è aumentato rispetto al 1948. Tale fatto merita di essere studiato per l'avvenire. "
In realtà già commentando le elezioni amministrative del giugno 1951 il Prefetto indicava la stessa dinamica commentando la riforma fondiaria del Governo "la quale se da un lato ha provocato la naturale reazione degli interessati, i quali, per essere la provincia diViterbo eminentemente agricola,sono un gran massa, dall'altro non ha conseguito quel successo che era sperabile tra la massa dei contadini, i quali sono stati facilmente spinti dalla propaganda social comunista sulla via di maggiori pretese, nella convinzione comunque che quel poco concesso dalla riforma in atto era da attribuirsi all'azione dei partiti di sinistra piuttosto che alla politica sociale del Governo ".
Faceva l'esempio del comune di Arlena di Castro, "dove i social comunisti non avevano conseguito mai voti e nelle elezioni recenti hanno avuto quasi duecento voti nonostante i mille e più ettari di terreno acquistati attraverso la Cassa per la piccola proprietà contadina e distribuiti ai contadini del posto ad un prezzo addirittura irrisorio. Più significativo poi è quanto si è verificato a Canino, comune dove l'Ente per la Riforma Fondiaria della Maremma ha provveduto durante la campagna elettorale allo scorporo di circa 6.000 ettari della tenuta Musignano di proprietà del Principe Torlonia: i social comunisti i quali amministrano ilComune dal 1946 per avere riportato allora una maggioranza di 184 voti, hanno conservato il comune aumentando la maggioranza di voti dal 184 a 464. "
La relazione continua raccontando la stessa situazione di voti aumentati per i partiti di sinistra tra gli abitanti delle case popolari: le ha assegnate il Governo; i voti li prendono socialisti e comunisti. “... i partiti di sinistra hanno svolto – continua il Prefetto - una intensa attività capillare che si è moltiplicata in vista delle elezioni. Gli attivisti hanno visitato meticolosamente tutte le abitazioni rurali, anche quelle sperdute nella campagna, facendo attiva propaganda per guadagnare voti”. D’altra parte i disoccupati erano tanti (7.295 unità) e “pur avendo la idoneità, la capacità e la voglia di lavorare, non riescono a trovare impiego con un aumento di 1.164 unità rispetto al decorso mese” (relazione del Prefetto, febbraio 1954). Il mese prima veniva relazionato che “il partito comunista e la Camera Confederale del Lavoro hanno intensificato la propaganda capillare fra i disoccupati sfruttando, ovunque e comunque, il disagio economico delle classi meno abbienti. Si sono conseguentemente registrate agitazioni a Vallerano, Castel Cellesi, Vasanello, Onano e nella frazione di Chia di Soriano nel Cimino; a Onano si è anche avuto un modesto tentativo di dimostrazione di un centinaio di braccianti, prontamente stroncato dall’Arma dei Carabinieri”, mentre a Vallerano e Piansano vengono vietati i comizi in occasione del 33° anniversario della fondazione del PCI “data la persistente delicata situazione in quei Comuni”. L’attività dei partiti di sinistra è spinta al massimo in quegli anni tanto che sempre il Prefetto nella relazione del novembre 1954 fa notare che è “sempre avvertita tra la maggioranza della popolazione benpensante la sproporzione tra le forze organizzate nei partiti di centro e di destra e le forze avversarie socialcomuniste, sproporzione che sembra crescere di giorno in giorno non tanto nel numero quanto nell’attività.” Eppure gli stessi militanti comunisti venivano sollecitati e spronati da precise direttive provenienti dai superiori uffici a fare sempre meglio. Nella relazione del marzo 1952 il Prefetto da conto della seconda conferenza organizzativa della provincia da parte del PCI, tenuta dall’On. Minio, dal Presidente della Provincia Morvidi e dal Segretario della Federazione provinciale del partito il quale “ha invitato i compagni ad essere più fattivi nell’opera di propaganda, essendo stata fatta notare, da parte di alcuni intervenuti, la scarsa attività propagandistica di diversi esponenti delle sezioni di provincia. In tale occasione sono stati premiati i più meritevoli con libri di Stalin, bandiere rosse e diplomi di benemerenza, per creare uno stato di emulazione tra gli attivisti.” Così mentre il Prefetto fa notare con rammarico la sproporzione dell’attivismo dei diversi partiti politici in quegli anni, il partito comunista, non completamente contento, sente il dovere di spronare i propri militanti ad attivarsi sempre più.

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