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La battaglia di Ponte dell'Ammiraglio

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A  Palermo, in piazza Scaffa, si trova ancora oggi il ponte dell'Ammiraglio, costruito  intorno al 1131 per volere di Giorgio D'Antichiochia,  ammiraglio del Re Ruggero II, per collegare la città ai giardini posti al di là del fiume Oreto. Si narra che, la costruzione del ponte sia stata eretta al posto della Chiesa di "San Michele", luogo nel quale, sempre secondo la leggenda, l'arcangelo Michele apparse a Ruggero I, aiutandolo a conquistare la città dominata dagli Arabi.
Nella storia, il ponte è ricordato soprattutto perchè teatro dello storico scontro tra garibaldini e truppe borboniche.
Il 27 maggio 1860, dopo essersi accampato con le sue truppe sulla montagna di Gibilrossa tra Misilmeri e Belmonte Mezzagno, Garibaldi si accinge a conquistare Palermo,  non prima di aver oltrepassato il ponte, presidiato dai militari borbonici. Lo scontro si conclude con la vittoria dei mille che, entrando in città, attraverso Porta Termini, conquistano Palermo, aiutati dalla popolazione che insorge.
Renato Guttuso (1912-1987) presenta al grande pubblico La battaglia di Ponte dell' Ammiraglio alla Biennale di Venezia nel 1952, durante la quale il dipinto è considerato  come il manifesto del "nuovo realismo" storico. E'interessante sottolineare che esitono due versioni del dipinto, che pur simili, hanno caratteristiche che li differenziano: la prima, di cui si accennava poc'anzi, conservata agli Uffizi e la seconda, conclusa nel 1955, esposta alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, realizzata per l'istituto di Frattocchie di Togliatti, già di proprietà del Partito Comunista. La versione, che ritroviamo oggi, alle Gallerie d'Italia è appunto quest'ultima: olio su tela 300x500. Originario della Sicilia, Guttuso manifesta ne La battaglia di Ponte dell' Ammiraglio una sensibilità particolare verso la storia risorgimentale, spinta da una duplice matrice: autobiografica e ideologica. Il nonno paterno, difatti, era stato proprio uno dei protagonisti di quella battaglia, mentre la componente ideologica è legata alla situazione politica degli anni in cui Guttuso dipinge, in particolare ai temi della Resistenza e della battaglia politica, sostenuta dalla sinistra italiana. L'artista sente il dovere di intervenire in prima persona negli avvenimenti contemporanei: in Guttuso impegno umano, civile e impegno artistico rimangono sempre indissolubili. Il legame Garibaldi-Resistenza è esplicito. Nel quadro degli Uffizi, oltre a due autoritratti, sono riconoscibili molti volti a lui contemporanei. In particolare, il volto di Pajetta è riconosciuto nel cavaliere a destra di Garibaldi, nei panni di F. Nullo, colonello fedelissimo del generale. Non sembra essere un caso visto che, lo stesso Pajetta, durante la resistenza, era conosciuto con il nome di Nullo. Nel dipinto del 1955, non compaiono più i volti dei contamporanei, non per questo però il riferimento all'attualità appare meno vivo.  Interessante citare un progetto svolto nel 2007 all'Accademia di Belle Arti di Firenze, durante il quale alcuni giovani artisti, cimentandosi nell'interpretare questo dipinto, hanno sovrapposto la figura di Garibaldi a quella di Guttuso: il primo combattente in armi, il secondo combattente in arte.

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I funerali di Togliatti

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https://books.google.it/books?id=d_tTCwAAQBAJ&lpg=PA193&ots=UDsBTvmyqQ&dq=battaglia%20di%20ponte%20ammiraglio%20guttuso&hl=it&pg=PA195#v=onepage&q=battaglia%20di%20ponte%20ammiraglio%20guttuso&f=false
http://www.treccani.it/enciclopedia/renato-guttuso_%28Dizionario-Biografico%29/


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